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2020: è questo l’anno dei podcast?

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2020: è arrivata l’era del podcast? Un formato nuovo, sempre più popolare e un 2020 che lo vede sempre più al centro dell’attenzione.

Il podcast a poco a poco sta emergendo anche in Italia come strumento comunicativo di qualità, ha un grandissimo potenziale sia di contenuto che in termini economici. L’Italia si sta inserendo in questo mercato che a livello mondiale è già ampio.

Per questo motivo, abbiamo pensato di analizzare più nel dettaglio tutto quello che ci aspetta nel 2020, noi crediamo sia l’anno dei podcast, e tu?

COSA STA SUCCEDENDO NEL MONDO

Prima di addentrarci in ciò che riguarda la nostra cara Italia, è importante guardare cosa sta succedendo all’estero.

L’Interactive Advertising Bureau (IAB), ente principale di riferimento mondiale per la pubblicità digitale, ha dichiarato che le stime sugli investimenti adv sul podcast potrebbero superare il miliardo di dollari nel 2021.

L’industria mondiale del podcasting avanza sempre più rapidamente e nell’ultimo anno si sono registrati dati che sottolineano questa grande crescita. Ad oggi la produzione ammonta ad oltre 800.000 podcast per 62 milioni di ascoltatori al mondo a settimana.

Il comparto dei podcast ha assunto una dignità di media e non più semplici ‘sottoprodotti’ della radio, e ha visto nell’ultimo anno una crescita degli investimenti significativa, il concetto di monetizzazione si sta pian piano evolvendo e questo ha smosso anche i big player che hanno deciso di addentrarsi nel mercato e produrre contenuti di qualità.

Tutti questi elementi hanno reso possibile l’avanzata di questo medium nei mercati e nelle vite delle persone. La ricerca ‘The State of the Podcast Universe’, realizzata da Voxnest, mostra come nel 2019 a livello globale si sia è verificato non solo un vertiginoso aumento del numero degli ascolti e ma soprattutto dei downloads di podcast, che da 27 milioni di inizio anno è passato a 55 milioni nell’ultimo mese.

Il mercato degli USA

Si sa, gli Stati Uniti sono sempre anni luce avanti a noi, ma non è sempre negativo! Infatti, tutto quello che sta accadendo oltre oceano può essere molto importante per capire in che direzione andrà anche il mercato italiano ed europeo.

“Il Podcast è un canale in forte crescita e le abitudini dei consumatori sono sempre più Audio-First.”

Lo dice il Podcast Revenue Report di IAB e PwC, il quale conferma una crescita consistente nel mercato pubblicitario dei podcast negli USA. 

Il report del 2018 aveva rilevato una spesa di 479 milioni di dollari in pubblicità sui podcast, il 53% in più rispetto ai 314 milioni del 2017. Per il futuro si prevede che i ricavi supereranno il miliardo di dollari entro il 2021.

La risposta degli utenti

L’ascolto dei podcast aumenta sempre più e gli utenti rispondono positivamente agli annunci, il punteggio in termini di coinvolgimento e reattività è infatti elevato.

“L’enorme crescita della spesa pubblictaria per i podcast è la prova del fatto che i podcast continuano a fornire risultati convincenti per gli inserzionisti”, ha dichiarato Mark McCrery, CEO di Authentic and Podtrac. “Il mezzo sta vivendo un forte percorso di crescita soprattutto grazie all’aumento di luoghi virtuali su cui poterne fruire”

Il fattore chiave per l’aumento del pubblico del podcast è la qualità. Gli editori stanno offrendo  una grande varietà di contenuti di qualità che rendono prezioso il tempo dedicato all’ascolto.

Un altro elemento essenziale del mercato di oggi è la presenza di tecnologie auto connesse e altoparlanti intelligenti che stanno contribuendo a creare un ambiente sempre più Audio-First in cui i consumatori usano i comandi vocali. 

Nel mercato statunitense il podcast è esploso già tempo fa, ma questa incessante crescita è stata come uno ‘tsunami’ e l’onda lunga è arrivata anche nel nostro Paese. Infatti, il 2019 si può considerare come l’anno della ‘scoperta’ dei podcast in Italia o, come alcuni l’hanno definito, ‘l’anno zero del podcast in Italia’.

 

Il podcast in ITALIA, uno sguardo alle nuove tendenze

Tra le tendenze più interessanti per il 2020 c’è sicuramente il mondo dei podcast. L’Italia dopo aver “scoperto” questo medium nel 2019, è pronta ad accoglierlo .

L’intrattenimento audio si sta facendo strada anche nel nostro Paese anche grazie alla diffusione di smartphone e streaming. Grazie alla produzione audio di qualità, i contenuti fruibili senza immagine si stanno moltiplicando, e anche il pubblico cresce.

Questo emerge dalla ricerca di Pepe Research elaborata dall’Associazione Italiana Editori. Se nel 2014 la ripartizione della fruizione audio dava il 79% alla radio, l’8% ai podcast e il 13% agli audiolibri, nel 2019 le ultime due voci crescono: i podcast vanno al 17% e gli audiolibri al 22%. Una crescita ancora contenuta, ma sempre in aumento. Essa testimonia la nascita di una nuova abitudine di consumo: oltre all’ascolto in auto (35%), la maggior parte delle persone (53%) accede a questi contenuti in casa; è rilevante in proposito il ruolo crescente anche degli smart speaker.

Fra i driver che spingono la maggior parte dei fruitori di contenuti audio ci sono la possibilità di ascoltare un’opera facendo altro, ma anche ascoltare come e quando si vuole, senza la necessità di oggetti fisici o device dedicati. 

“Come detto, in Italia non c’è stata una vera e propria ‘podcast revolution’ – spiega la ricerca Voxnest – Oltre ad Audible e Storytel, che si sono affermate quest’anno iniziando a produrre contenuti interessanti per i propri abbonati, il 2020 potrebbe vedere la nascita anche di nuove realtà, non per forza su abbonamento, che competeranno nella produzione di idee e contenuti per il mercato”.

Dati italiani

Gli italiani hanno iniziato seriamente a consumare contenuti audio in modo particolarmente rilevante da quest’anno. Secondo i dati rilasciati da Spreaker, gli ascolti giornalieri di contenuti in italiano sono triplicati nel giro di pochi mesi. Dall’inizio del 2019, infatti, si è passati da circa 60.00 a 160.000 al giorno (novembre 2019), ed è più che raddoppiata la media mensile di ascolti a partire da gennaio 2019 con un passaggio da 1.800.000 a quasi 4.500.000, nel novembre 2019. Inoltre, gli ascoltatori unici al mese su Spreaker sono passati da quasi 640.000 a oltre 1.700.000 (novembre 2019).

Il 2019 ha segnato l’affermarsi di alcune realtà nella produzione di contenuti originali, prevalentemente sotto paywall. Esse erano in fase iniziale nel 2018 e che nel 2020 potranno invece competere o con nuove realtà. In una recente ricerca Nielsen presentata all’evento United States of Podcast 2019, risulta che il 49% degli italiani non ha ancora familiarità col mezzo, quindi c’è ancora tanto margine di miglioramento e crescita.

Come si evolverà il mercato? Le nostre previsioni

Abbiamo visto come in Italia l’ascolto dei podcast sia cresciuto del doppio rispetto allo scorso anno. Questo è il segno di una grande evoluzione del mercato.

Sono soprattutto tre i fattori principali di questa evoluzione in Italia.

1. Il primo punto è rappresentato da Spotify e dai suoi sforzi nel diventare il maggiore player nello streaming audio. La piattaforma ha semplificato i processi tecnologici di creazione e fruizione e l’accesso ai contenuti. Recentemente ha creato anche una piattaforma per inserire la pubblicità live nei podcast. Questa crescita apre infatti importanti opportunità di mercato nell’ambito dell’advertising.

2. Il secondo fattore risiede nelle partnership “contaminative” con altri comparti dell’entertainment. Ad esempio, nel 2019 Voxnest ha stretto una partnership con StreetLib, player dell’editoria digitale.

3. Il terzo elemento rilevante è l’ingresso nel mondo del podcast, anche in Italia, delle celebrities, come influencer, web star, youtubers. (Fedez, ecc). Di certo, l’ingresso di volti noti dell’entertainment nostrano, del giornalismo e della televisione favorisce una più efficace promozione e comunicazione del mezzo. Negli Stati Uniti sta spopolando il podcast di Dolly Parton, regina della musica country, ma anche in Italia Sony ha lanciato uno dei primi esempi di podcast per il lancio dell’album di un famoso cantante italiano, Marco Mengoni.

Il panorama in Italia è piuttosto frammentario, ma ci sono numerosi esempi di ottimi podcast molto seguiti (ad es. Be my Diary, Morgana, Io Credo, Da Costa a Costa, Parliamo di Cose ecc.). 

L’industria del podcasting in Italia sta di fatto nascendo ora, ma il 2020 si prospetta pieno di cambiamenti. Questo potrebbe essere l’anno di una svolta importante per il settore, nel nostro Paese.

 

Spotify sarà l’unico player?

Come abbiamo accennato prima, una delle cause che hanno contribuito alla crescita dell’industria del podcasting è stata sicuramente la presenza di Spotify  in questo mercato. Essa crede nel mercato dei podcast e sta sfruttando la sua presenza globale come importante asset per lo sviluppo economico e la crescita di utenti Premium.

Nel giro di poco tempo la piattaforma svedese dello streaming musicale ha messo in atto una strategia di acquisizioni e investimenti  per 500 milioni di dollari nel 2019. Vuole diventare leader dell’intrattenimento audio, ma non solo musicale. Tra queste acquisizioni troviamo Anchor e Soundtrap, due piattaforme dedicate alla creazione e pubblicazione di podcast, Gimlet Media e Parcast, società di produzione di podcast di narrativa.

Inoltre, in primavera la app è stata aggiornata ed è stata data maggiore visibilità della sezione ‘Podcast’. In parallelo sono stati anche assunti alcuni tra i più famosi e seguiti podcaster del panorama americano e inglese. In due anni Spotify è diventata la seconda piattaforma mondiale di podcasting con un aumento dell’ascolto dei contenuti non musicali.

Spotify nel 2020

Ora Apple e Spotify si trovano in grande competizione.In una recente dichiarazione rilasciata a Wired Italia da parte della managing director per l’Europa del Sud e dell’Est, Federica Tremolada, Spotify ha infatti ricordato che

“per il 2020 le parole chiave saranno podcast e ampliamento del target”.

L’intenzione è quella di investire pesantemente sullo sviluppo di contenuti originali per attirare nuovo target e fidelizzare gli utenti già acquisiti.

L’obiettivo di Daniel Ek potrebbe essere quello di trasformare il podcast in un formato in grado di andar incontro ai gusti dei più giovani e dando il via ad un nuovo mercato di podcaster semi-professionisti. Potrebbe anche diventare

“un’ottima scappatoia per gli YouTuber in crisi, un’occasione per nuovi narratori contemporanei e un nuovo metodo per monetizzare per influencer alla caccia di sponsor”.

Con il podcast si può reinventare il proprio rapporto con pubblico e fan. 

Ma come si guadagna oggi?

Fino ad oggi, i podcast hanno principalmente provato a monetizzare tramite annunci pubblicitari e donazioni di ascoltatori. Come abbiamo detto poco fa, gli annunci podcast sono efficaci e anche Spotify ha lanciato la sua piattaforma di advertising per i podcast, dimostrandoci la potenzialità di questo mezzo per far pubblicità.

  • PUBBLICITA’

Prima abbiamo fatto riferimento alla pubblicità dinamica (programmatic), essa sta avendo sempre più successo, perché consente di modificare il contenuto che si pubblicizza nel tempo. Inoltre, utilizzare la pubblicità dinamica permette anche ai podcaster che non hanno un grande pubblico e tanti download di poter comunque monetizzare. 

Anche in Italia le aziende stanno iniziando a fidarsi dell’adv su podcast, e il settore al momento più interessato è quello dell’Automotive. Come abbiamo detto, l’industria del podcasting in Italia sta di fatto nascendo ora, per cui risente di questo ritardo sul resto del mondo, ma i brand sono sempre più interessati al “branded podcast”

  • OPPORTUNITÀ’ PER I BRAND

Cosa significa per un brand avere un podcast? Come può essere d’aiuto? 

Il podcast di brand può aiutare a costruire una comunicazione strutturata del valori dell’azienda, della sua mission e del suo purpose. Inoltre, la voce è il mezzo nel quale viene riposta maggior fiducia. Ricordiamo poi che il podcast può essere un modo per acquisire grande visibilità con poco sforzo. Infatti, ora ci sono grande possibilità di notiziabilità per un podcast di brand.

Oltre ai vantaggi già elencati, il podcast può anche essere utilizzato internamente per distribuire in modo esclusivo informazioni ai dipendenti. Può quindi essere un mezzo ideale di formazione. Per esempio a riguardo di un nuovo prodotto, per studiare le strategie e presentare al dipendente i competitor, approfondire i valori dell’azienda. Ma anche per parlare delle soft skills e della gestione dei conflitti, esporre strategie di vendita e spiegare i metodi di negoziazione.

Inoltre, scegliere il podcast, significa scegliere un contenuto comodo, ascoltabile ovunque e in qualsiasi momento.

Noi collaboriamo con molti brand e recentemente il podcast creato in collaborazione con MINI è rientrato nella classifica di Apple dei 25 migliori podcast del 2019. Vuoi sapere come Mini ha avviato la sua strategia di audio branding? Abbiamo deciso di svelartelo attraverso questo PDF.

  • DISCOVERABILITY

Con l’aumento della produzione di contenuti e la crescita degli ascoltatori, l’attenzione alla “scoperta” dei podcast sta diventando sempre più importante.

Una questione per l’industria che sta avendo evoluzioni: Spotify sta testando delle playlist dedicate all’utente e Google ha inserito i podcast tra i risultati del motore di ricerca.

Nel 2020 crescerà l’expertise e la formazione su questo mezzo. L’audience si allargherà sempre di più, i mercati internazionali cresceranno e di conseguenza anche la capacità e la voglia di monetizzare.

CONCLUSIONE

Il 2020 potrebbe dare una una svolta importante a questo mercato. Nel 2020 potrebbe scoppiare “una vera e propria epidemia” di podcast, nella creazione, nello sviluppo di contenuti, nell’ascolto e nella capacità di monetizzare.

Noi siamo contenti che questo mezzo stia acquisendo sempre maggior importanza e continueremo a lavorare per creare contenuti di qualità. Che cosa ne pensi?

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