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Copyright, musica e diritti nei podcast : ecco cosa puoi inserire (per evitare problemi)

Quello legato ai diritti, al copyright e all’inserimento della musica nei podcast è uno degli argomenti più dibattuti e meno chiari per coloro che si avvicinano a questo mondo. Pertanto, abbiamo creato un articolo che cerca di rispondere a tutti i dubbi che potresti avere sull’argomento, fornendoti le risposte che stavi cercando.

L’articolo è stato realizzato sulla base dell’intervista live che abbiamo trasmesso sul nostro gruppo Facebook Podcast Community Italia con l’avvocato del digitale, Alessandro Vercellotti.

Le tre macro categorie che sono state toccate nel corso dell’intervista sono riconducibili a questi grandi temi:

  • COPYRIGHT
  • CREATIVE COMMONS
  • E una terza categoria che abbiamo chiamato “MI È STATO DONATO UN BRANO DA UN AMICO MUSICISTA”.


Se vuoi sapere tutto sui diritti legati ai contenuti e alla musica che vuoi utilizzare nel tuo podcast, non ci resta che partire con il primo grande nodo cruciale della questione, quello legato al copyright.

Photo by Jakob Owens on Unsplash

Ma che cos’è esattamente il copyright?

COPYRIGHT NEI PODCAST

Per semplificare, qualsiasi contenuto disponibile su Internet prevede dei diritti: il diritto d’autore, il diritto della piattaforma che lo distribuisce… a cui si aggiungono, nel caso dei brani musicali, il diritto del produttore, il diritto del cantante se non coincide con l’autore, il diritto della casa discografica e tutta una lunga lista di diritti connessi che risultano essere intrinseci a quel particolare contenuto. 

Partendo da questa considerazione, possiamo dirti che esistono poi due diversi modi di vivere questi diritti e di conseguenza di farli vivere agli utenti stessi:

  • Io e altre persone legate alla realizzazione e distribuzione di quel contenuto abbiamo dei diritti su quella poesia, quel film, quel brano musicale e li rivendichiamo con fermezza. Se pertanto vuoi utilizzare uno spezzone di quel contenuto devi prima passare attraverso il nostro consenso oppure utilizzarlo con scopo di critica o discussione. In questo caso si parla di copyright
  • Io e altre persone legate alla realizzazione e distribuzione di quel contenuto abbiamo dei diritti su quella poesia, quel brano musicale, quella sigla ma mettiamo il contenuto a disposizione degli utenti. A patto che rispettino le regole che noi stessi abbiamo stabilito, dicendoti precisamente, attraverso delle sigle, cosa puoi o non puoi fare con quello stesso contenuto. In questo caso parliamo di copyleft o, in termini più conosciuti, di creative commons



La prima sfera di contenuti, quelli sotto copyright, presenta dei grossi limiti per quanto riguarda il loro utilizzo all’interno dei podcast. Quante volte avrai pensato di inserire l’ultima hit musicale all’interno del tuo podcast, per poi chiederti demoralizzato “ma come funziona con i diritti”?

inserire contenuti nei podcast
Photo by DESIGNECOLOGIST on Unsplash

Innanzitutto, dobbiamo sfatare alcuni falsi miti che circolano in rete tra cui uno dei più comuni che recita la possibilità di inserire musica sotto copyright solo se per meno di 15 secondi.

Purtroppo non è così.

Il miglior modo per non cadere in trappole che rischierebbero di mandare a rotoli il lavoro di mesi sulla preparazione del tuo podcast è essere informati e consapevoli su cosa si possa e cosa invece non si possa realmente fare con un contenuto sotto copyright. Per questo motivo, ci siamo affidati alle parole di Alessandro Vercellotti, uno degli avvocati del digitale maggiormente capaci di rendere con parole chiare e comprensibili un argomento talvolta ostico e complicato come questo.

Posso usare brani musicali, spezzoni di film, libri o poesie che sono già in rete?

Per quanto riguarda i contenuti sotto copyright nei podcast, solamente in determinati casi specifici si può utilizzare uno spezzone. Questi casi specifici sono la critica e la discussione. La citazione vale quindi solo in pochi casi ben delimitati dalla normativa e non rappresenta dunque una scappatoia sempre percorribile. Oltre a questi due vincoli, uno spezzone può essere utilizzato passando per il consenso di tutte le figure che detengono dei diritti legati a quel preciso contenuto.

Quel che è certo è che bisogna prestare molta attenzione all’utilizzo parassitario del nome o della musica altrui. Il fine dell’utilizzo di uno spezzone deve infatti essere quello di divulgazione e non di un utilizzo o sfruttamento con lo scopo di trarne vantaggio personalmente a livello commerciale.

E se volessi utilizzare la musica di Madonna nel mio podcast?

Per essere chiari, se stai realizzando un podcast che parla della storia della musica degli anni ’80, nel quale recensisci le canzoni di quegli anni, puoi utilizzare un breve spezzone di un brano famoso, per esempio, di Madonna. Se, invece, quello stesso brano di Madonna lo utilizzi come intermezzo non contestualizzato tra una parte e l’altra della tua puntata, ne stai facendo un uso improprio e a fine commerciale. Stai cioè usando nel podcast quella musica famosa come strumento per rendere più accattivante il tuo lavoro, senza però dare valore aggiunto al brano stesso. 


Chi controlla se i contenuti inseriti all’interno del podcast sono a norma di legge?

Bisogna ricordare che non c’è un soggetto terzo che analizza oggettivamente quanto l’utilizzo di quello spezzone sia a norma di legge oppure no. Ogni piattaforma agisce infatti indipendentemente. Il livello di controllo dipende dal grado di rigidità della piattaforma che distribuisce quei determinati contenuti. Alessandro Vercellotti, in tal senso, ci ha proposto un esempio alquanto significativo:

Provate a pensare a quanti meme circolano in rete su Disney? Quasi nessuno. Ora provate invece a pensare a quanti meme presenti online si riferiscono a produzioni Netflix. Davvero parecchi.

Questo non significa però che si possano utilizzare i contenuti di Netflix arbitrariamente e senza regole. Anche per questi contenuti valgono infatti le regole che ti abbiamo presentato fino ad ora.

Quanto può durare lo spezzone per essere considerato tale a livello normativo?

Non esiste una risposta univoca a questa domanda: bisogna, infatti, utilizzare la logica e procedere analizzando caso per caso.

Se un video dura solamente 2 minuti, è ovvio che non posso considerare uno spezzone una parte del video dalla durata di 1 minuto e 30 secondi che copre quasi interamente la lunghezza del video stesso.

Lo stesso discorso si applica su qualsiasi altro contenuto come poesie, romanzi, etc… Se dovessimo quindi considerare le poesie brevi, lo spezzone non avrebbe senso di esistere (esempio: M’illumino d’immenso).

E se invece ho il consenso diretto da parte dell’autore? 

Attenzione, perché come abbiamo detto ogni contenuto prevede non solo il diritto principale solitamente dell’autore ma anche tutta una serie di diritti connessi. Per poter rispondere a questa domanda, dobbiamo quindi chiederci chi sono i detentori dei diritti di quel contenuto.

Nel caso della musica, tutto ha origine con il lavoro creativo dell’autore, ovvero l’opera musicale. Nello specifico, un autore può essere l’ideatore della parte musicale, il compositore, oppure della parte testuale, l’autore del testo. Non tutti gli autori, però, sono artisti. Il lavoro del cantante o dell’interprete è proprio quello di eseguire il brano realizzato. 

Nella maggior parte dei casi, dunque, l’autore concreto del brano non è l’unica persona da cui dobbiamo ottenere l’autorizzazione.

Occorre poi considerare il ruolo dei produttori e delle case discografiche.

Il ruolo del produttore è quello di “fissare” l’esecuzione del brano, è responsabile di quella che potremmo chiamare la realizzazione materiale del concetto musicale. Detiene i diritti sul fonogramma, termine con cui si indica la registrazione sonora ufficiale dell’opera composta dall’autore.

Come avrai capito, soprattutto nel caso di brani musicali che hanno segnato la storia della musica, ottenere il consenso da parte di coloro che detengono dei diritti su quel brano risulta praticamente impossibile. E, anche nel fortuito caso in cui Madonna fosse tua amica, il suo consenso da solo non ti basterà per inserire la sua musica all’interno del tuo podcast.

E con le cover di brani musicali famosi come devo comportarmi?

Anche le cover necessitano di un consenso. Se vuoi utilizzare una cover di un brano musicale nel podcast devi comunque passare dal consenso dei detentori originari dei diritti su quel pezzo. Anche in questo caso dunque, i soggetti in gioco sono davvero tanti.

Nel caso riuscissi a ottenere il consenso, che forma deve avere un accordo preso con i detentori dei diritti?

Si tratta di un accordo scritto o a voce?

Escludendo subito la possibilità che l’accordo sia orale, la concessione di diritti all’utilizzo di un brano deve avere forma scritta.

Si tratta di una liberatoria in cui si specifica che i detentori dei diritti autorizzano l’uso del brano in questione, per le finalità definite.

Va infatti concordato chiaramente se si utilizzerà la loro musica nella sigla, in una sola puntata o come sottofondo di ogni episodio.

Non c’è nessun modello formale prestabilito per questo tipo di accordo e l’eventuale compenso verrà chiesto una volta soltanto.

Se hai bisogno di un aiuto da chi ci è già passato ti consigliamo di entrare a far parte della community di podcasters più grande ed attiva d’Italia! All’interno della community avrai anche la possibilità di seguire in diretta le interviste con alcune figure di spicco nel mondo podcast che ti aiuteranno a rispondere ad alcuni dei tuoi dubbi più frequenti.

Come entrare in contatto con autori e case discografiche? Easy Song Licensing è un servizio online che si occupa proprio di negoziare licenze tra detentori dei diritti e utilizzatori finali.

Se un contenuto viola le norme quali sono le conseguenze?

Nel caso in cui l’utilizzo di un contenuto non originale all’interno del tuo podcast violi le norme del copyright esistono due tipi di conseguenze:

  • La piattaforma in cui hai distribuito il tuo podcast può da un giorno all’altro togliere il contenuto. Se hai quindi inserito nel podcast della musica che non rispetta le regole del consenso, critica e discussione, il tuo contenuto potrebbe essere rimosso.
  • Può persino essere richiesto un risarcimento. Tuttavia, dobbiamo dire che si tratta di un’ipotesi molto remota. Solitamente questa opzione è infatti maggiormente rivolta ad aziende piuttosto che soggetti privati.


La SIAE ci aiuta in questa materia?

La SIAE definisce il podcast come una parte inserita all’interno di un flusso di comunicazione continua. Il podcast è quindi considerato come la replica di una trasmissione radio. La SIAE regolamenta dunque un qualcosa che non definisce da un punto di vista concettuale nel modo esatto. Ne consegue che non può essere di aiuto nei confronti dei podcast realmente tali. 

Speriamo che in un futuro non troppo lontano la SIAE possa quindi regolamentare anche la questione dei copyright sui contenuti podcast originali.

CREATIVE COMMONS

Si parla in questo caso di una visione diversa di quelli che sono i diritti di un contenuto. Stiamo infatti parlando non di consenso, ma di licenze. 

Tuttavia, non devi fare l’errore di pensare che siano contenuti senza diritti. Queste licenze infatti sono comunque una dimostrazione che gli autori di quel contenuto, quella musica detengono dei diritti e ci dicono se possiamo/non possiamo fare utilizzo di quel contenuto a livello commerciale; se possiamo/non possiamo modificare noi stessi il contenuto sotto licenza per poi inserirlo nel podcast.

Tu fruitore del contenuto sai quindi perfettamente cosa puoi o non puoi fare. Come faccio a capire cosa posso/non posso fare? Attraverso le sigle.

podcast e copyright

Quali sono le sigle dei Creative Commons?

Quando vuoi usare un brano in CC che hai trovato su YouTube o su un catalogo, controlla sempre quali utilizzi prevede.

Le licenze CC sono di 6 tipi:

  1. CC BY: permette di distribuire, modificare, creare opere derivate dall’originale, anche a scopi commerciali. A condizione che venga: riconosciuta una menzione di paternità adeguata, fornito un link alla licenza e indicato se sono state effettuate delle modifiche. Adatto per podcast (anche con uso commerciale)
  2. CC BY-SA: permette di distribuire, modificare, creare opere derivate dall’originale, anche a scopi commerciali. A condizione che venga: riconosciuta una menzione di paternità adeguata, fornito un link alla licenza e indicato se sono state effettuate delle modifiche. E che alla nuova opera venga attribuita la stessa licenza dell’originale (quindi a ogni opera derivata verrà consentito l’uso commerciale). Adatto per podcast (anche con uso commerciale).
  3. CC BY-ND: permette di distribuire l’opera originale senza alcuna modifica, anche a scopi commerciali, a condizione che venga riconosciuta una menzione di paternità adeguata e venga fornito un link alla licenza. Quindi non consente la distribuzione di opere modificate, remixate o basate sull’opera licenziata con questa licenza. Non adatto per podcast.
  4. CC BY-NC: permette di distribuire, modificare, creare opere derivate dall’originale, ma non a scopi commerciali. A condizione che venga: riconosciuta una menzione di paternità adeguata, fornito un link alla licenza e indicato se sono state effettuate delle modifiche. Chi modifica l’opera originale non è tenuto a utilizzare le stesse licenze per le opere derivate. Adatto per podcast (solo con uso non commerciale).
  5. CC BY-NC-SA: permette di distribuire, modificare, creare opere derivate dall’originale, ma non a scopi commerciali. A condizione che venga: riconosciuta una menzione di paternità adeguata, fornito un link alla licenza e indicato se sono state effettuate delle modifiche. E che alla nuova opera venga attribuita la stessa licenza dell’originale (quindi a ogni opera derivata non verrà consentito l’uso commerciale). Adatto per podcast (solo con uso non commerciale).
  6. CC BY-NC-ND: questa licenza è la più restrittiva: consente soltanto di scaricare e condividere i lavori originali a condizione che non vengano modificati né utilizzati a scopi commerciali, sempre attribuendo la paternità dell’opera all’autore. Non adatto per i podcast.
podcast e creative commons

Se vuoi approfondire ulteriormente l’argomento dei creative commons puoi leggere anche questo articolo.

Dove trovo i contenuti CC?

Esistono diverse library gratuite e a pagamento dalle quali poter scaricare con licenza i brani.

Per la Community, abbiamo stretto una partnership con Beeto Music e, se sei interessato, potrai avere uno sconto del 20% sulla loro piattaforma applicando il codice VOISBEETO.

Esiste poi la possibilità di abbonarsi a dei cataloghi musicali, argomento del quale ne parliamo in questo articolo.

MI È STATO DONATO UN BRANO DA UN AMICO MUSICISTA

In questo caso, abbiamo tecnicamente ricevuto l’ok magari da un amico per utilizzare la sua musica all’interno del podcast. Il consenso di una singola persona non è però quasi mai sufficiente. Dobbiamo quindi chiederci:

  • Questo autore è con la SIAE?
  • Ci sono diritti connessi di un’etichetta?
  • Lui è l’unico autore o fa parte per esempio di una band?


La frase “Per gentile concessione di..” vale dunque solo fino ad un certo punto. Anche in questo caso non può essere una valida scappatoia.

Insomma, non è sicuramente semplice districarsi all’interno del mondo dei diritti sui contenuti digitali. Il podcast, soprattutto, aspetta di essere ulteriormente definito anche a livello giuridico e normativo. Ma le parole di Alessandro ci fanno capire che questo momento è destinato ad arrivare molto velocemente.

In ogni caso, è importante non farsi demoralizzare dalla questione dei diritti e copyright nei podcast. Infatti, esistono moltissime soluzioni che vi permetteranno di dare vita ad un podcast originale ed accattivante anche senza l’utilizzo della musica del momento!

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