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Will Media: la nuova frontiera del giornalismo

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Will Media è uno spazio di divulgazione nato su Instagram il 20 gennaio del 2020. Con 970 mila follower su Instagram, 310 mila su Facebook, uno dei podcast italiani di maggior successo, “The Essential”, più di 400 mila download podcast in un solo mese e oltre 15 milioni di account raggiunti in un mese, Will Media rappresenta indubbiamente uno degli esperimenti giornalistici di maggior successo degli ultimi anni in Italia.

Will Media

Will Media ha un obiettivo molto chiaro: quello di parlare di temi complessi come la politica, l’economia, la finanza e l’attualità in maniera semplice e chiara, costruendo una realtà che rappresenti lo spazio “per tutti i curiosi del mondo”.

A capo di Will Media c’è Alessandro Tommasi, un giovane ragazzo classe 1985 che nel 2020 ha co-fondato questa startup di informazione che ha fatto registrare fin da subito numeri in costante e vertiginosa ascesa.

Proprio qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Alessandro, al quale abbiamo posto alcune domande su Will Media e soprattutto sulla scelta di utilizzare anche i podcast nella strategia di comunicazione e marketing dell’azienda.

Infatti, Will Media conta ad oggi nel suo catalogo quattro podcast di grande successo, “The Essential”, “Actually”, “Globally” e “Tyranny”, tre dei quali hanno raggiunto la prima posizione nella classifica dei podcast più ascoltati su Spotify.

Perché una piattaforma d’informazione di questo calibro ha deciso di utilizzare anche i podcast come medium di comunicazione e informazione? 

Will Media: la rottura con l’informazione tradizionale

Ciao Alessandro, grazie mille per la tua disponibilità. Le curiosità sono tante, quindi vogliamo chiederti subito da dove nasce l’idea alla base di Will Media? 

Nasce dal bisogno di condivisione del senso di importanza di una consapevolezza civica che passa da tutti noi e dalla volontà di unire le base valoriali delle generazioni più giovani con quelle delle generazioni più adulte che ancora dettano l’agenda.

I numeri di Will Media: 970 mila follower su Instagram, 310 mila su Facebook, uno dei podcast italiani di maggior successo “The Essential”, oltre 400 mila download podcast in un solo mese, oltre 15 milioni di account raggiunti in un mese. Will Media è uno spazio di divulgazione nato su Instagram il 20 gennaio del 2020. Esiste un ingrediente segreto per il successo vertiginoso che Will Media ha ottenuto in così pochi mesi? 

Non credo. Credo invece esista la ferma volontà di mantenere la promessa che abbiamo fatto ai nostri utenti su tutte le piattaforme: essere chiari, non dare per scontato nulla e evitare ogni radicalizzazione lasciando che i contenuti siano il più inclusivi possibile.

In che cosa Will Media si sente differente rispetto ai media, il giornalismo tradizionali? 

Non inseguiamo la breaking. Non vogliamo arrivare primi, anzi. Vogliamo spiegare il mondo attraverso pochi semplici assi, abbracciando però la complessità in maniera semplice e chiara.

Il rapporto di Will Media con i podcast

Will media podcast

Abbiamo affrontato in più occasioni il tema del rapporto tra giornalismo e podcast. Will Media, fin dalla sua nascita, ha puntato molto sul podcast come strumento di crescita e comunicazione. 

Perché avete scelto anche il podcast come strategia di crescita della vostra company?

Il podcast è uno degli strumenti più adatti per raggiungere diverse communities. Non vogliamo chiuderci in una bolla solo social.

La condivisione delle idee su cui si basa Will Media mi ha colpito molto. E il podcast è uno degli strumenti a mio parere più efficaci proprio nella condivisione di idee, messaggi e conoscenza. E rispetto ai social media permette anche di approfondire un argomento senza grossi limiti temporali. Cosa ne pensi di questo aspetto del podcast? 

E’ sicuramente vero che il tempo di attenzione è limitato ultimamente ma la situazione non è così drammatica come viene spesso dipinta. Podcast ma anche serie tv sono spazi dove le persone, anche molto giovani, trascorrono ore del loro tempo libero quindi al centro c’è sempre il contenuto e l’abilità di raccontare in modo efficace anche i temi più complessi.

Che cosa ha in mente Will Media nel futuro? Ci saranno nuovi podcast? 

Abbiamo già raddoppiato la nostra offerta rispetto allo scorso anno e per la fine del 2021 raddoppieremo ancora.

I consigli d’ascolto di Alessandro Tommasi

I podcast che Alessandro Tommasi di Will media consiglia a tutti i nostri lettori sono:

  • PIVOT, un podcast in lingua inglese in cui ci vengono offerti degli insight davvero interessanti e senza filtri sulle storie più appassionanti del mondo della tecnologia, del business e della politica. A cura del New York Magazine e di Vox Media Podcast Network.

  • RECODE DAILY, sempre di Vox e in lingua inglese, che racconta le notizia di attualità più importanti riguardanti il mondo della tecnologia e dell’economia. Pubblicato cinque giorni a settimane in episodi di circa 15 minuti, Recode Daily ci insegna quanto il mondo digitale stia cambiando e così stia trasformando anche noi.

  • Polvere, una serie audio di Chiara Lalli e Cecilia Sala sull’omicidio di Marta Russo. A ventitré anni di distanza, Polvere ricostruisce le indagini e il processo. Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro sono stati condannati per omicidio colposo e favoreggiamento. Con quali prove? “È il 9 maggio 1997 e Marta Russo morirà qualche giorno dopo. Chi ha sparato? E perché? La pistola e il bossolo non si trovano. Poi arriva la perizia della Polizia scientifica: c’è una particella di polvere da sparo sul davanzale di un’aula universitaria, la stanza numero 6. Il 14 giugno arrestano Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro con l’accusa di omicidio volontario. Ma quella perizia, da cui tutto è cominciato, è sbagliata.”



Ringraziamo Alessandro per questa piacevolissima chiacchierata e aspettiamo tutti voi lettori nelle prossime settimane per nuove interviste. Intanto se ve le siete perse vi ricordiamo le interviste realizzate a Fabrizio Mele, autore del podcast “Il podcast di Alessandro Barbero: lezioni e conferenze di storia” e a Andrea de Cesco, una delle giornaliste più preparate nel panorama del podcasting italiano.

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