Chi è Vois? Come fare intrattenimento responsabile con i podcast

Vois Rebranding
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Lorenzo Brillo


Era un giorno come tanti altri. Una di quelle tipiche e fredde giornate invernali milanesi. Anzi, a essere del tutto onesti, nel nostro team ci sono persone sparse in ogni angolo d’Italia, anche laddove persino l’inverno può mostrare il suo volto più mite. E io sono proprio uno di questi ultimi fortunati. Mi chiamo Lorenzo e abito ormai da tre anni a Cagliari. Ecco il perché del mio soleggiato inverno. 

Ma non sono qui a parlarvi della mia vita in Sardegna (per quello ci ho già fatto un podcast). Sono qui piuttosto perché – molti di voi non lo sanno – rappresento la penna di Vois. O forse oggi sarebbe meglio dire la tastiera di Vois, anche se è un’immagine sicuramente meno poetica.

E proprio quel giorno di quel – per me mite – inverno è successo qualcosa. Io e il resto del team eravamo impegnati in una delle tante miliardi di call virtuali, quando ad un certo punto nello stesso istante abbiamo capito tutti la stessa cosa. 

Che ci eravamo cuciti addosso un abito per noi unico, che era il frutto di anni di sacrifici e determinazione, ma che ormai quell’abito cominciava a starci troppo stretto. 

Qui però mi tocca fare un passo indietro. Faccio parte di Vois ormai dalla primavera del 2020, quel periodo in cui il mondo ha conosciuto per la prima volta in molti decenni una pandemia globale. Io mi ero appena laureato in marketing e avevo realizzato la mia tesi proprio sull’argomento dei podcast. Nel 2020 in Italia parlare di podcast non era così scontato come può esserlo oggi. Cercavo infatti trepidante qualcuno che potesse arricchire il mio progetto. Ma non era affatto semplice. Mi ero però messo in testa che volevo intervistare chi con i podcast, in particolare i branded podcast ovvero quelli per le aziende, ci lavorava ogni giorno.

Ed ecco come è avvenuto il mio incontro con Francesco e Paolo, i co-founder di Vois.

Da quel lontano febbraio del 2020 molte cose sono cambiate in Vois. Anche il mondo è cambiato. Ci siamo lasciati alle spalle la pandemia: siamo ritornati a vivere. Eppure non così pienamente come ci saremmo aspettati. Guerre, inflazione, disuguaglianze sociali, discriminazioni,una fragilità mentale che non abbiamo più potuto nascondere, nuove fobie, un Pianeta sempre più malato. Tanti problemi che ci hanno mostrato chiaramente un solo concetto: che no, non è vero… la pandemia non ci aveva reso delle persone migliori

Sicuramente però una magia l’aveva fatta. Aveva spinto centinaia di persone annoiate a casa a coltivare finalmente il proprio talento. A fare quello che li appassionava davvero, senza farsi distrarre dai mille impegni della routine quotidiana. 

Quello è stato infatti il periodo in cui il podcast ha avuto un’esplosione in Italia. Dalle loro camerette, con un microfono artigianale e qualche vestito sparso in giro nella stanza per attenuare il rimbombo della voce, i primi podcaster indipendenti in Italia iniziavano a collezionare numeri da capogiro. Ma prima ancora dei numeri cominciavano a parlare in maniera intima e autentica con le persone che erano al di là del microfono. Al di là delle cuffie. Era la nascita di una nuova consapevolezza in molti di noi: che sì una cosa la pandemia ce l’aveva – in fondo in fondo – insegnata. Ci aveva mostrato la strada per ricercare l’autenticità. Ci aveva spinto a ricercare il contatto umano, paradossalmente proprio quando quello fisico era proibito. Ed è lì che abbiamo capito che non possiamo fare a meno degli altri. Che non siamo delle isole sperdute nell’Oceano, ma che abbiamo bisogno di ponti. E il podcast è diventato per molti proprio in quel momento il ponte che quelle isole le ha connesse. Dei ponti di legno eh. Di quelli bellissimi ma semplici. Che non hanno bisogno di tanti finti abbellimenti per trasmetterti la loro potenza e unicità.

Vois da quella pandemia cambia e si rinnova più volte, inseguendo però sempre uno stesso obiettivo: rendere il podcast un medium di eccellenza e di qualità in Italia,  riconoscendo e gratificando quei ragazzi e quelle ragazze, quegli uomini e quelle donne impegnati a registrare podcast nelle loro stanze di casa, con lo scopo di permettere loro di monetizzare e di rendere il podcasting il loro lavoro. 

Obiettivi che Vois è riuscita a raggiungere, aprendo le porte ad un ecosistema di podcaster indipendenti che rappresenta oggi un punto di riferimento nel panorama podcast italiano

Ma non voglio far diventare i toni di questo articolo troppo autocelebrativi. 

E infatti, nonostante questi traguardi, ci mancava qualcosa. Ci era chiaro internamente, nonostante fossimo e siamo tuttora persone molto diverse tra noi, dove volevamo andare. Ma ci eravamo resi conto che non lo avevamo messo per iscritto. Non lo avevamo fatto diventare il nostro mantra. Non avevamo comunicato esternamente qual era davvero la nostra mission. Qual era la nostra visione . Perché dire che facciamo podcast non ci bastava. Non era abbastanza. 

Quel pomeriggio di una giornata lavorativa come tante altre avevamo finalmente capito. E no… non c’è stata una bacchetta magica che ci ha illuminati improvvisamente. Avevamo semplicemente capito quanto fosse importante quello in cui credevamo già e che ora era arrivato il momento di gridarlo anche al mondo là fuori.  Ecco il nostro mantra.



Il nostro manifesto

Vogliamo essere il motore di un nuovo tipo di intrattenimento. Un intrattenimento responsabile.

Quando entri nelle orecchie delle persone 40 milioni di volte in un anno, per prima cosa ti gira la testa. Poi ti devi sedere. E alla fine, se sei parte di Vois, capisci che devi riflettere. 

Perché dietro questo numero ci sono persone – per fortuna tante – che hanno affidato a noi una grande responsabilità. Quella di creare contenuti podcast audio e video capaci di generare un impatto – piccolo o grande che sia – nella vita di tutti noi.

Siamo una squadra composta da anime diverse ma con un unico obiettivo: liberare la tua forza creativa e spingerti ad essere il motore di un modo diverso di essere umano.

Siamo convinti che l’intrattenimento abbia un ruolo in questo cambiamento e possa avere un peso in una rivoluzione positiva, lasciando un segno nelle persone che a loro volta possono influenzare concretamente azioni piccole o grandi che siano. 

Abbiamo chiamato tutto questo Responsible Entertainment. L’intrattenimento è molto ampio. Possiamo fare tutto quello che vogliamo ma l’importante per noi è che quel contenuto che realizziamo possa lasciare qualcosa alle persone e non si esaurisca nel momento stesso in cui viene consumato. Questo non significa scegliere solo determinati temi o format, piuttosto trattarli in un modo consapevole e responsabile.



Ci siamo fatti belli!

Quando si raggiunge una consapevolezza così forte, si cambia anche esteriormente. Come quando modifichiamo il nostro taglio o colore dei capelli, avevamo bisogno di dare al mondo un chiaro segnale che ci eravamo rinnovati. Il vecchio logo con la bocca e l’onda sonora non ci rappresentava più pienamente. Così abbiamo pensato a un nuovo logo

E abbiamo cercato di immaginarlo incentrato su chi ci ascolta, in modo che potesse aiutarci a comunicare chi siamo, cosa facciamo e come lo facciamo. Il nuovo logo e i nuovi colori vogliono sottolineare da una parte l’intimità e il calore che l’ascolto dei podcast trasmettono. Infatti, le due linee verticali che racchiudono la scritta Vois simboleggiano le cuffie. Dall’altra parte, però, nel loro movimento dinamico e nella loro apertura verso l’esterno, rappresentano il concetto di inclusività che definisce uno dei valori fondanti della nostra realtà. 



Beh ora però vorrai sapere come è andata a finire. Al termine di quella call, siamo tornati al freddo grigiore delle giornate invernali milanesi. Io no, sono andato in spiaggia sognante. Ma al di là del dove tutti noi avevamo stampato in faccia un grande sorriso, il segno di una consapevolezza diversa.

Avevamo una missione e avremmo da quel momento in poi cercato in ogni modo di raggiungere il nostro obiettivo. Oggi se sei qui a leggere questo articolo – che non potrà mai avere la pretesa di raccontare davvero tutto il dietro le quinte – è perché sei entrato anche tu a far parte del nostro mondo.

Noi siamo VOIS. E anche tu quando ci ascolti sei VOIS. Insieme vogliamo camminare responsabili verso il cambiamento.

E ora le note tecniche. Se vuoi capire più nel dettaglio cosa significa tutto questo, ti lascio ai prossimi paragrafi. 



L’intrattenimento responsabile come bussola di Vois

“Essere responsabili significa per noi domandarci per ogni contenuto che pubblicheremo l’influenza che esso avrà su chi lo ascolta e capire se questi prodotti sono in grado di generare anche dei feedback di azioni positive sulle audience. Nel 2022 infatti siamo stati nelle orecchie delle persone 40 milioni di volte. Un numero importante da cui deriva la responsabilità di non tradire la fiducia che gli ascoltatori ci regalano ogni giorno. Nel mondo attuale per noi ciò significa proprio mettere la firma su contenuti di qualità”, dichiara Francesco Tassi, CEO e Founder di Vois. “Chiamiamo tutto questo responsible entertainment, un concetto che comprende anche tutti i nostri ascoltatori. Perché quando ascoltano i nostri contenuti, si riconoscono in questi messaggi”.

La nostra nuova direzione si concretizza dunque nella scelta di collaborare con creators di talento che condividono con la podcast company una visione a lungo termine. E di lavorare insieme a brand e agenzie che sono consapevoli dell’impatto di prodotti e servizi sulle persone. L’obiettivo è sensibilizzare i creators e tutto il team in modo che ognuno di loro possa ampliare la propria visione sulle questioni più rilevanti del presente e riportare questa conoscenza nel mondo della condivisione con gli ascoltatori e anche con gli stakeholder. 

Per l’occasione, ci siamo fatti anche più belli, svelando un nuovo volto e altre importanti novità. Nasce infatti la Vois House, un luogo fisico in cui i membri del team, i creators e i brand collaborano insieme per realizzare contenuti podcast audio e video di qualità. Ma la Vois House va oltre il concetto di luogo di lavoro, divenendo un punto di incontro per persone che condividono valori, obiettivi e messaggi. 

Cambia anche il logo. Le linee verticali, dentro cui la scritta Vois è racchiusa,  rappresentano non solo le cuffie e l’idea di intimità ad esse associata, ma anche – nel loro movimento di apertura verso l’esterno – il concetto di inclusività che resta uno dei valori fondanti della nostra azienda. 



“La bambina 90 anni”, il primo podcast di caregiving in Italia, ad arricchire il Vois Network

Inoltre, ad arricchire il nostro catalogo podcast sulla strada dell’intrattenimento responsabile, in arrivo il 21 marzo, “La bambina 90 anni” di Emanuele Elo Usai, il primo podcast sul caregiving in Italia che si configura come un libretto di istruzioni pratico, facile e felice alla gestione degli anziani per figli e nipoti di over 70. Emanuele Elo Usai, caregiver da oltre 20 anni di Nonna Licia Fertz, che conta oltre 215 mila followers su Instagram (@liciafertz), fornisce risposte, trucchi e segreti su come prendersi cura di genitori, nonni o parenti anziani, affinché nessuno perda mai il sorriso.

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